Itinerario Culturale del Consiglio d'Europa

Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa” è la definizione della Via Francigena che deriva dal riferimento al Programma degli Itinerari culturali del Consiglio d’Europa, lanciato ufficialmente nel 1987 con il Cammino di Santiago de Compostela, due anni prima della caduta del muro di Berlino. Questo primo itinerario culturale europeo mette in evidenza l'importanza del dialogo interculturale e l'incontro delle tre peregrinationes majores cristiane del periodo medievale, e cioè Santiago di Compostela, Roma, Gerusalemme. La “Dichiarazione” approvata nella città spagnola il 23 ottobre 1987 insisteva su questi principi:  “il senso dell’umano nella società, le idee di libertà e di giustizia e la fiducia nel progresso, sono i principi che storicamente hanno forgiato le differenti culture che creano l’identità europea. Questa idea culturale è, oggi come ieri, il frutto dell’esistenza di uno spazio europeo carico di memoria collettiva e percorso da cammini che superano le distanze, le frontiere e le incomprensioni”. Ed inoltre: “Il cammino di Santiago, altamente simbolico nel processo di costruzione dell’Europa, servirà di riferimento e di esempio per le azioni future”.

All’interno della “Dichiarazione” è fortemente presente il tema del pellegrinaggio e dei cammini come metafora della riscoperta delle radici europee. Un invito rivolto soprattutto ai giovani affinché, percorrendoli, pensino ad una società “fondata su tolleranza, rispetto degli altri, libertà, solidarietà”.

Il Cammino di Santiago è diventato il pioniere del rilancio delle vie di pellegrinaggio: i percorsi verso Roma, come la Francigena; i cammini di Sant’Olav, nel Nord Europa; i pellegrinaggi micaelici, tutti insieme nella famiglia allargata degli itinerari culturali europei. Ad essa si aggregano altri itinerari che riprendono temi legati alla storia e alla geografia delle vie di comunicazione, commercio, cultura. Un’Europa costellata di itinerari e di cammini accomunati da una matrice culturale che li unisce pur conservandone la diversità.

I 33 itinerari culturali oggi riconosciuti dal Consiglio d’Europa offrono un viaggio alla scoperta della storia e dell’identità europea, celebrando le tradizioni e i popoli che ci hanno resi ciò che oggi siamo; gli itinerari culturali si snodano seguendo le impronte di commercianti, di artigiani, di ordini religiosi, di musicisti, di inventori, favorendo sviluppo economico e sociale. Dal paesaggio vitivinicolo all’industria e all’artigianato, dalla cultura termale alla rete anseatica di commercio, ai Vichinghi e alla loro storia: essi testimoniano il significato della diversità e di come sia possibile trarre vantaggio dalla promozione di società stabili e prospere.

Per dare maggiore impulso politico al progetto degli itinerari culturali europei, nel dicembre del 2010 il Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa ha adottato la Risoluzione (2013)67 che istituisce un Accordo Parziale Allargato, al quale aderiscono oggi 23 Paesi, per promuovere itinerari di cooperazione culturale, territoriale, turistica e di coesione sociale, con particolare attenzione ai temi-simbolo dell’Europa: storia, cultura, valori nonché scoperta di destinazioni meno conosciute. Esso contribuisce a rafforzare la dimensione democratica dello scambio e del turismo culturale attraverso il coinvolgimento di reti, associazioni ed autorità locali e regionali, università e organizzazioni professionali, nonché a conservare il variegato patrimonio di temi ed itinerari turistici alternativi.

Il Consiglio di Direzione dell’Accordo Parziale Allargato attribuisce la certificazione "Itinerario Culturale del Consiglio d'Europa" e, sulla base della Risoluzione che stabilisce le regole di assegnazione della certificazione, valuta periodicamente i percorsi già certificati. L'Istituto Europeo degli Itinerari Culturali venne istituito nel 1998 a Lussemburgo con il compito di  esaminare i progetti, monitorare le attività ed il lavoro delle organizzazioni partner, diffondere informazioni e documenti.